NEWS DI MARZO 2009
" Le radici la storia il ritorno
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……Quarta ora del meriggio del VIII° secolo a.c., uno splendido e caldo sole autunnale fa scintillare lassù in alto le possenti ed eleganti mura della città di Rusellae [Roselle città e necropoli etrusca - Grosseto], imponente insediamento etrusco che sorge sopra un altura del sistema collinare di Montebrandoli che sarebbe stato successivamente appellato Poggio di Moscona.
Questa è la città dove è nato e crescuito Velthur, figlio di Larth l'Etrusco, navigatore, mercante e guerriero e di Ramtha donna patrizia proveniente da Pupluna [Populonia porto e necropoli etrusca - Livorno], insediamento sul mare, nel golfo di Baratti conosciuto in tutto il mediterraneo. Promettente condottiero, grande sognatore e appassionato osservatore della natura e dei suoi fenomeni ma anche esperto di anatomia, medicina, fisica ed astrologia, si appassiona dell'arte della divinazione etrusca
Quel pomeriggio di ottobre, Velthur, seduto sotto un contorto olivo, osserva il mare senza guardarlo, ancora nelle orecchie risuona la voce di quel vecchio della montagna, che gli ha parlato delle prodigiose doti di quell'acqua che scaturisce calda dalla terra tra gli sbuffi di vapore ed un caratteristico odore di marcio che si diffonde nell'aria circostante. E' giunto il tempo di partire, d'altronde sarà meno di un giorno di marcia ed ha al suo fianco il fidato Hercles, la cui possente ombra lo accompagna oramai da anni, al suo collo un raffinato pendente d'oro, raffigurante Tinia il potente dio dei fulmini.
Il sole è già alto, il cammino è stato faticoso, la notte piena di insidie, rumori e vento, Velthur ed Hercles stanno discendendo sulla polverosa strada verso la valle, i colori del bosco esplodono nella bellezza autunnale, voli radenti di stormi di allegri fringuelli disegnano il cielo, già da alcuni istanti pervade l'aria un odore strano, forse nauseabondo, che avvicinandosi aumenta di intensità.
Poco più in là verso il bosco un sordo borbottio ed un filo di fumo li richiama: strano fenomeno, una fanghiglia che bolle, caldissima disperdendo schizzi e vapore nell'aria, donando il calore di un fuoco acceso, quasi all'ingresso di una profonda grotta tra le rocce, seminascosta tra i rampicanti e gli alberi. Facilmente difendibile, aperta sulla radura, più in alto rispetto il fiume, ben esposta al sole, ampia e asciutta al suo interno, questo è il posto che Verth cercava.
Nella città di Rusellae il nome di Verth è pronunciato con venerazione, vanto e ammirazione, sono passati gli anni, Verth è un uomo maturo, la sua radura è divenuta un efficiente accampamento, molti uomini lavorano con lui, la sua fama si è oramai sparsa al di là della Tuscia, Verth, l'uomo che guarisce, che usa piante, droghe, fiori, veleno dei serpenti, impacchi di calde argille, ma soprattutto colui che "conosce le acque che curano". Verth, che comunque ha sempre una parola per tutti. Ogni giorno soggiornano ed arrivano da ogni dove persone, ricche o povere, bisognose di cure nel corpo e nello spirito. Verth ha unito gli insegnamenti del suo popolo, lo studio del fegato degli animali, l'interpretazione dei fulmini, l'astrologia con l'osservazione, l'esperienza e l'uso sapiente di ciò che la natura ci ha messo a disposizione.
Gli anni per lui sembrano quasi non passare. La sua forza e passione si sono ulteriormente rinforzati, da quando, più di un lustro fa, annunciata da un messo, aveva conosciuto la principessa Turan, che arrivava, dopo lungo viaggio, dall'insediamento di Scantianum [Scansano a Grosseto], in una portantina celata da tende di garza bianca. Giunta solo per conoscerlo e chiedergli, con una arrendevole innocenza, di intercedere per la salute degli uomini e delle donne del suo paese. Verth si perse d'amore nella bellezza dei suoi occhi, nella dignità ed eleganza dei suoi modi, amore presto ricambiato dalla principessa Turan, la sua sposa, adesso, per sempre.
Il suo vecchio accampamento, con l'insostituibile collaborazione di Hercles, è divenuto solida costruzione in pietra, sviluppandosi a terrazzamenti verso l'alto, con ampie zone di accoglienza, valutazione, soggiorno e cura. Nella terra adiacente si è sviluppata la coltivazione di piante officinali e curative in armonia con la natura; orti e terreni vicini approvvigionano quotidianamente di prodotti freschi; selvaggina, carni, pesce e cereali vengono personalmente scelti da Verth;
Molti uomini di scienza si sono, volontariamente, con passione, aggiunti al progetto dell'Etrusco Verth, chissà se sono consapevoli di aver creato il Primo Spedale Naturale delle Acque che Curano per la salute, il benessere e la felicità degli uomini?........continua."
Dott. Luigi Brocchi
NEWS DI OTTOBRE 2009
La valle del fiume farma, stretta in una gola di altorilievi coperti da fitta boscaglia, luogo conosciuto e segnato da tempo nelle mappe; laggiù sulla riva, le sbuffanti sorgenti termali del Petriolo, in una atmosfera irreale soffusa da nebbie e brume che si alzano dal fiume, dove l'acre odore di zolfo ristagna tra la vegetazione, ed i caldi colori dell'autunno ammantano tutto con foglie che danzano e si rincorrono nell'aria sospinte da un vento frizzante. A quell'ora, tutto prende forma con le prime luci scintillanti dell'alba, nel primo sole che si insinua dappertutto e dona quel crescente tepore, solo ricordo di una torrida estate.
Poco lontano, sulla strada bianca, un rumore ovattato di voci, zoccoli e sferragliare di armigeri che si avvicinano; un corteo scende nelle valle verso le sorgenti del petriolo; stendardi, drappi dorati, visi stanchi e sudati per il lungo viaggio e nel mezzo, circondato da un nugolo di cavalieri, un'armatura scintillante, uno sguardo acuto e fiero, le braccia serrate sulla sella…………..è l'alba di un giorno di novembre del 1478, il Duca di Urbino Federico II finalmente giunge a ristorare le membra e curare quella maledetta ferita della gamba che non gli dà pace da troppo tempo. Fra poco si immergerà in quelle miracolose e salutari acque di cui ha sentito tanto parlare!
Innumerevoli cicli di stagioni si sono susseguiti e le acque del petriolo sono ancora lì, un nuovo autunno si avvicina, la natura ci mette ancora a disposizione quel prezioso tesoro di salute e benessere. Noi del Petriolo SPA Resort non vogliamo dimenticare, e offriamo ai nostri clienti, tutta la nostra moderna conoscenza, la nostra passione, per prepararsi al nuovo inverno, a nuove primavere, con un approccio integrale ed olistico, una vera pausa per dedicare tutte le necessarie attenzioni al proprio benessere psicofisico, per disintossicarsi, rigenerare e portare con sé un ritrovato stato di salute, la ricarica per una rinnovata forma ed un ritrovato aspetto esteriore.
I trattamenti d'autunno? Questo, è il nostro menù, per ritrovare lo sguardo acuto e fiero in una armatura scintillante!
Dott. Luigi Brocchi
NEWS DI MARZO 2012
E' proprio vero…..niente succede mai per caso. Basta volerlo. Ed eccomi qua, emozionato e ammirato, in una cornice di strepitosa bellezza naturale, a toccare, annusare, l'acqua termale caldissima che fuorisce in questa Valle del Cornia a 50° gradi e riempie piscine naturali e da vita ad una SPA dove la Bioarchittetura la fa da padrone. Nuovo e antico petrolio della Cerreta, incredibile ed unica Azienda Biodinamica dove si parla toscano, anzi iivornese. Una nuova appassionante sfida, far nascere le terme di sasseta ovvero rievocare, "Mille anni di storia, Tremila di leggenda".
Volete leggere come è andata?
La meravigliosa leggenda……di quegli strani Etruschi.
Ottava ora del mattino del VIII° secolo a.c.. Il sole è già alto, il cammino è stato faticoso, la notte piena di insidie, rumori e vento, Velthur sta discendendo sulla polverosa strada verso la valle del fiume descritto dai viandanti.
Sono ormai ricordi lontani gli agi e la sincera accoglienza dei parenti di sua madre a Popluna, tappa serena del viaggio, nei ricordi di innocenti giorni d'infanzia sul mare a fare i pescatori o i piccoli guerrieri. Il tempo di avere nuove indicazioni, interrogare gli auspici degli Dei e rimettersi in cammino, verso l'interno, lasciandosi il mare alle spalle, seguendo la Valle del fiume Cornia in direzione della potente città di Velathri (Volterra) condividendo parte del cammino con carri carichi di ferro proveniente dalle non lontane miniere dell'Isola Ilva (Elba)
Assorto nel pensiero ecco all'improvviso che il bosco si apre, in una vasta radura, la vista lascia senza fiato, acque cristalline scendono rincorrendosi tra levigati sassi, una vegetazione lussureggiante accompagna le sponde, una bassa nuvolaglia ristagna quasi a protezione, l'aria si fa tiepida, più in basso il fiume si mescola ad acque che spruzzano e sbuffano dalla riva donando un'opalescenza grigio turchese allo stesso. Una calda fanghiglia si è accumulata da quel lato del fiume, dal quale schizza via zoppicante un cervo. Cosa mai faceva in quel viscido putridume?
Facendosi strada in una fitta macchia, all'odore strano di quelle acque emergenti dalle viscere della terra si mescolano i profumi di rosmarino, alloro, ginepro, rose selvatiche e muschio. Nelle pozze d'acqua stagnante nuotano a pelo d'acqua, nell'indifferenza dei pesci, veloci, strane, piccole lucertole, simili a draghi.
Sono la rara specie dei tritoni, che Velthur ben ricorda di aver visto e studiato solo nei disegni. Un airone cinerino vola basso scendendo verso la valle, così vicino da vedergli il colore degli occhi. Enormi alberi di cerro affiorano dalle acque lassù come statue a guardia del fiume.
Una radura a metà pendio, un rivolo d'acqua, che si origina da bianche e rugose pietre, corre veloce verso il basso, le borracce son ormai vuote e sembra un regalo degli dei, la sete supera la diffidenza, Velthur beve e subito si sorprendono per il lieve, ma gustoso e rigenerante, sapore di sale e per l'effetto delle bollicine sul palato.
Poco più in là verso il bosco un sordo borbottio ed un filo di fumo li richiama: strano fenomeno, una fanghiglia che bolle, caldissima disperdendo schizzi e vapore nell'aria, donando il calore di un fuoco acceso, quasi all'ingresso di una profonda grotta tra le rocce, seminascosta tra i rampicanti e gli alberi. Facilmente difendibile, aperta sulla radura, più in alto, alcune leghe di distanza rispetto il fiume, ben esposta al sole, ampia e asciutta al suo interno, questo è il posto che Verth cercava.
Ma ecco apparire nel nulla, da un bosco di svettanti cerri, due figure nella caligine del mattino, un attimo di esitazione e poi quella sensazione immediata, nella luce dei loro occhi e nella tranquillità del loro sorriso, di averli sempre conosciuti: Hanipaluscle e Velia, loro vivono qui con i loro due figli maschi, Tlamu e Matalia, da anni, il luogo, l'hanno scelto d'impeto e passione ed hanno creduto in quelli fertili terre e pascoli trasformandole in un giardini degli Dei che donano,non senza sudore, quotidianamente, preziosi frutti, piante e ortaggi, dove pascolano indifferenti allo scorrere del tempo, forti vacche e pasciuti maiali, e dove si rincorrono nel vento, liberi, mandrie di cavalli, tutto, in una meravigliosa armonia compiuta di uomini, animali, cielo e terra. Dentro di loro arde la fiamma della passione e della conoscenza.
Finalmente! Queste devono essere il luogo e le persone, che lo accompagneranno nella sua opera per la quale da sempre ha vissuto.
Sono passate molte lune, Verth vive felice insieme alla sua principessa Turan di Scantianum; la sua radura è divenuta un efficiente accampamento, intorno ai salutari laghetti dalle calde acque; molti uomini lavorano con lui. Insieme ad Hanipaluscle, Velia, ed i loro due figli, Tlamu e Matalia, la loro fama si è oramai sparsa al di là della Tuscia, Verth, l'uomo che guarisce, che usa piante, droghe, fiori, veleno dei serpenti, impacchi di calde argille, ma soprattutto colui che "conosce le acque che curano" da lui stesso usate come medicamento interno ed esterno. Loro, gli strani etruschi, che comunque hanno sempre pane ed una parola per tutti. Ogni giorno soggiornano ed arrivano da ogni dove persone, ricche o povere, bisognose di cure nel corpo e nello spirito. Verth insieme ad Hanipalusce, guida spirituale, e depositario della saggezza secolare del nostro popolo, hanno unito gli insegnamenti degli etruschi, lo studio del fegato degli animali, l'interpretazione dei fulmini, l'astrologia con l'osservazione, l'esperienza e l'uso sapiente di ciò che la natura ci ha messo a disposizione. Velia, insostituibile, nell'organizzazione quotidiana di tutte le attività, Tlamu e Matalia giovani ed infaticabili lavoratori, rispettati da tutti.
Il vecchio accampamento, è divenuto solida costruzione in pietra, sviluppandosi a terrazzamenti verso l'alto, con ampie zone di accoglienza, valutazione, soggiorno e cura. Nella terra adiacente si è sviluppata la coltivazione di piante officinali e curative in armonia con la natura; orti e terreni vicini approvvigionano quotidianamente di prodotti freschi; selvaggina, carni, pesce e cereali vengono personalmente scelti da Verth; selezionati uomini, sono addetti alla gestione delle acque e delle argille. In luoghi dedicati, dove si accalcano molti giovani desiderosi di sapere, si impartiscono lezioni di agricoltura, botanica, medicina, astrologia e cucina.
Molti uomini di scienza si sono, volontariamente, con passione, aggiunti al progetto di quegli strani Etruschi, chissà se sono consapevoli di aver creato il Primo Spedale Naturale delle Acque che Curano per la salute, il benessere e la felicità degli uomini.
Dott. Luigi Brocchi
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